Esiste un settore economico che dispone di interessanti potenzialita’ di crescita e rimane invece compresso tra interessi di parte e inefficienze burocratiche. In verita’ tali situazioni sarebbero da noi replicabili in tanti settori ma quella che vorrei focalizzare oggi e’ il settore dell’edilizia sociale o, come internazionalmente definito, ‘Social-Housing’.

IL PROGETTO

I margini di sviluppo trovano conforto nella particolare situazione residenziale del nostro paese e che puo’ facilmente essere replicata in molti altri paesi del globo. Si pensi infatti al Nord America, Europa e Asia nelle cui zone gli investimenti di immobili a basso costo rappresentano oggi meno del 15% del totale (nel 1991 era quasi al 25%) pur se proprio in tali aree si stanno diffondendo criticita’ sempre maggiori per individuare abitazioni che possano disporre di costi e formule di utilizzo proporzionali al reddito.

L’IDEA REALIZZATIVA

Sicuramente una progettazione indirizzata all’economicita’ oggi potrebbe orientarsi sul recente salto di tecnologia di materiali ed impianti orientati al risparmio energetico ed all’ecologia; in tale contesto si potrebbero proporre modelli che troverebbero convenienza nei bassi costi produttivi di moduli prefabbricati standardizzati. Simili concetti di produzione sono stati applicati con successo nel sud america risolvendo alcuni problemi delle baraccopoli. Sicuramente a tali innovazioni costruttive e realizzative dovrebbero essere abbinate le equilibrate formule economiche in grado di favorire l’investimento dei capitali che fruirebbero di rendimenti provenienti da rapporti agevolati di locazione normalizzati ad hoc. Considerati gli enormi interessi di molti fondi di investimento, l’operazione potrebbe garantire interessanti soddisfazioni soprattutto se supportata da un’adeguato progetto normativo teso al recupero di aree dismesse, alle agevolazioni da applicare agli investimenti, ai nuovi rapporti locativi, alle garanzie da offrire per tutelare le problematiche relative all’utilizzo di tali immobili.

I VANTAGGI

I riscontri positivi non sarebbero limitati al riattivare un settore economico oggi in affanno e che potrebbe invece originare molte ricadute positive anche nei comparti produttivi affini ma anche quello di migliorare e reinventare le nostre citta’ spesso risultanti da sovrapposizioni temporali di diverse progettazioni architettoniche in contraddizione e riempite da troppi palazzi ormai inefficienti dal punto di vista sociale ed energetico. Insomma una nuova svolta che porterebbe non solo indubbi vantaggi economici ma anche giovamento ai rapporti sociali, favorendo zone di aggregazione ed ottimizzando la diffusione di nuovi spazi commerciali.

CITTA ASTRATTO

Insomma: un’idea che riuscirebbe ad affrontare importanti situazioni critiche della nostra societa’ offrendo interessanti prospettive ai capitali investiti e creando una diffusa soddisfazione di tutti; perche’ non provarci?

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