LOCAZIONI BREVI – Riflessioni.
Gli affitti turistici o temporanei stanno rappresenatando la grande novità del settore immobiliare.

Favorita inizialmente da una normativa particolarmente semplice, è stata in grado di raccogliere la sfida di un turismo economico utilizzando un patrimonio immobiliare spesso di difficile collocazione.
Come spesso accade però il nuovo fenomeno raccoglie indicazioni faziose generando illusori entusiasmi.

E’ di qualche giorno infatti la diffusione di risultati statistici trionfalistici sul successo di queste nuove formule locative, riferendosi alla grande percentuale di contratti redatti per tale scopo rispetto alle locazioni tradizionali: si parla di una fetta del 57,8% di contratti. Un grande risultato che però risulta facilmente giustificabile dalla durata limitata rispetto ad un contratto pluriennale residente.

Per quanto riguarda il rendimento dell’investimento si parla di una quota superiore mediamente del 25-30% rispetto al classico affitto residenziale ma anche in questo caso si dovrebbero considerare le diverse risorse da impiegare nella gestione dell’attività, nei ripristini degli ambienti a fine locazione e che, nel canone della locazione temporanea, vengono inclusi anche gli oneri accessori ed i consumi.

Esistono inoltre delle contropartite sociali che riguardano la difficile convivenza di alcuni turisti ‘festaioli’ all’interno di condominii e l’effetto svuotante di alcune zone della città nei momenti di bassa affluenza turistica o di mancato affitto; problema questo sempre più sentito quanto maggiore risultano essere le concentrazioni di proposte concorrenti.

Insomma un’attività poco regolamentata dal punto di vista commerciale che spesso invoglia, nel rispetto del libero mercato, a praticare tariffe competitive in grado di attrarre maggiormente una clientela poco abbiente. Una competitività che anche in questo caso fa sorgere i dubbi sull’effettiva convenienza nel mantenere una struttura di questo tipo, anche considerando i conseguenti decadimenti dei benefici economici delle attività collaterali orientate al cliente turistico (bar, ristoranti, ecc.).

Sarebbe infine interessante considerare i controeffetti economici dal dirottare in tali strutture clienti che altrimenti sarebbero ospitati da una struttura alberghiera in grado di creare un’opportunità di occupazione per i propri dipendenti, potenzialità organizzativa di eventi e convenzioni e soprattutto offrire maggior facilità per garantire e controllare la sicurezza igienica dei propri locali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.