Alcune considerazioni in merito all’opportunità di richiedere o meno la sospensione di un mutuo ipotecario.


Tra le ben note nuove misure di contrasto al covid-19 vi voglio parlare della possibilià della sospensione delle rate di mutuo per una durata massima di 18 mesi.


E’ una misura addottata per limitare i controeffetti economici del blocco richiesto alla nostra produzione industriale e comporta un limitato supporto alle famiglie che, nell’acquisto della loro prima casa, hanno dovuto ricorrere al finanziamento di un mutuo ipotecario.


Certo, a prima vista il provvedimento rappresenta un sollievo alle preoccupazioni di molte famiglie che vedono offuscarsi da un giorno all’altro le possibilità di poter affrontare, con il proprio lavoro e le proprie rendite, l’impegno di poter onorare puntualmente la rata periodica, compatibilmente con le quotidiane necessità.


A ben pensarci però, la misura proposta ha il solo effetto di spostare temporalmente il problema, ponendo molte condizioni che oltre a complicare l’iter richiesto, ne differiscono l’effetto di qualche settimana (o mese). Infatti, nella corposa documentazione richiesta – la cui preparazione può risultare alquanto articolata, considerando la difficoltà di accesso agli uffici aperti ad intermittenza – si deve includere il limite dell’ultimo reddito dichiarato che deve risultare inferiore ai 30.000 euro. Inoltre è prevista una dichiarazione di previsione dei cali dei redditi dovuti alla limitazione della propria attività: dichiarazione difficile da produrre considerata la mancata conoscenza del fenomeno contagioso.


A questo si deve aggiungere l’incombente minaccia -già in passato applicata- di inibire la possibilità di negoziare o surrogare in futuro il mutuo a coloro che hanno dovuto avvalersi di una sospensione.
E’ superfluo aggiungere che ogni differimento di pagamento comporta un’incremento della quota di interessi che comunque dovrà essere puntualmente pagata.


Insomma, a ben vedere la cosa, la norma ispirata da una situazione di emergenza ,si trasforma in uno strumento il cui effetto (in parte mascherato) implica molte incognite e il cui costo maggiore ricadrà comunque sulle famiglie.


Da una misura di sostegno creata per superare una crisi scaturita in un lampo ma che ha trovato terreno fertile su antiche carenze strutturali già presenti (sanità, crisi industriali non risolte, debito pubblico senza controllo), ci si sarebbe potuto aspettare qualche tutela in più. Soprattutto nei confronti dei cittadini che ancora una volta, nelle interpretazione delle molte decisioni prese a raffica, risultano estremamente in difficoltà. Sembrerebbe che all’impegno imposto non corrisponda alcun coerente impegno offerto se non quello di riattivare vecchi strumenti utilizzati in contesti molto diversi.


Forse sarebbe stata l’occasione giusta per creare uno strumento innovativo più vicino alle persone, compensando in tal modo gli impegni e sacrifici imposti ed estesi, come mai prima d’ora , alla sfera delle libertà personali.


Ma tant’è.


Il suggerimento tecnico è quello di verificare le condizioni di rinegoziazione o surroga del mutuo prima di richiedere la sospensione; in molte occasioni è possibile modificare la durata del mutuo riducendone la rata anche in funzione degli ulteriori ribassi dell’indice IRS di questi giorni.

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