Avete notato come si stanno diradando gli annunci immobiliari che nel finale proponevano alle Agenzie di astenersi dal contattarli? A parte il portale ‘Subito.it’ che lo propone quasi come standard e qualche portale minore di annunci “da privati”, ne sto vedendo molto pochi. Come pochi sono gli annunci di privati sui principali portali immobiliari: 48 su 964 su casa.it (appartamenti in vendita a Trieste).

Indubbiamente il fenomeno trova una giustificazione nell’inasprimento delle norme tecniche di garanzia alla transazione (in qualche caso forse eccessive) e dalla crescente burocrazia nell’espletamento delle operazioni imposte a corollario della transazione. Burocrazia che dal lock-down sembra particolarmente inasprita con le infinite barriere d’accesso erette nel nome della lotta al contagio.

Ma buona parte del fenomeno è riconducibile al miglioramento del livello professionale delle Agenzie Immobiliari. Non solo i continui corsi di aggiornamento tecnico nelle diverse specializzazioni hanno comportato una maggior coscienza nell’affrontare le diverse fasi delle trattative; dallo sviluppo delle tecniche di marketing alle problematiche con l’antiriciclaggio, con la tutela della privacy e quelle legate all’urbanistica.

Ma soprattutto lo sviluppo degli strumenti informatici ha permesso un ulteriore miglioramento della nostra efficienza: i gestionali sempre più evoluti, interagendo con numerosi portali, hanno permesso la miglior diffusione delle informazioni di dettaglio degli immobili mentre l’utilizzo di applicazioni integrate CRM hanno creato i presupposti di un rapporto più diretto con il cliente.

Un ulteriore strumento operativo è l’utilizzo di piattaforme di collaborazione tra colleghi -meglio conosciute come MLS- che offrono opportunità non ancora ben comprese: spesso infatti tale strumento si pone in antagonismo con la diffusa individualità che nel nostro settore ha dominato.

Nell’evoluzione dei tempi, in cui nulla è immutabile, la collaborazione assume un aspetto strategico in grado di ottimizzare le nostre operazioni e di meglio qualificarci al cospetto dei nostri clienti. Certo, dobbiamo accettare una riduzione sulle nostre commissioni ma nel contempo potremmo aspirare ad aumentare il numero di transazioni e, implicitamente, il grado di soddisfazione di chi si affida a noi.

Pur se ad oggi si possono contare numerose piattaforme attive, poche sono quelle che negli anni dimostrano di funzionare e che riescono a cogliere le esigenze di efficienza e referenzialità che le porrebbero in un piano di incontrastato dominatrici del mercato. Nei fatti, spesso le piccole aggregazioni di agenzie creano strumenti interessanti che però difettano di un piano di sviluppo organico e di un marketing efficace. Inoltre la confidenzialità dei partecipanti invita a sottovalutare l’applicazione ed il rispetto di regole di condivisione che tutelino i rapporti nell’ottica della correttezza e dei patti inizialmente assunti.

Senza uno slancio orientato all’analisi dei vincoli delle reti collaborative, molto probabilmente ci troveremo ad utilizzare piattaforme professionali create dai soliti noti che già nello sviluppo dei portali immobiliari hanno trovato una soddisfacente risposta ai loro businnes.


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